Materiali: Il piano del tavolo è realizzato in mogano o un legno esotico simile, che presenta una venatura ricca e rossastra, Il bordo del piano presenta un sottile intarsio o filetto di un colore più chiaro che ne definisce il perimetro, presenti intarsi e sulle quattro gambe decori e piedini in bronzo dorato.
Dettagli decorativi: Il bordo del piano del tavolo presenta un intarsio e una bordatura a fascia(banding) di un legno a contrasto, con sottili filettature in legno più dolce.
Stile: Lo stile, con la sua enfasi sui legni pregiati, gli intarsi in ottone e le forme neoclassiche, è molto caratteristico del periodo Regency (inizio XIX secolo) o Impero. Mobili simili si trovano anche in stili revival successivi (ad esempio, Vittoriano o Edwardiano) o in pezzi di ispirazione coloniale (es. Anglo-Indiano) prodotti quindi da metà XIX fino a fine secolo.

È possibile determinare approssimativamente l'epoca di un mobile in base ai segni degli utensili, poiché l'uso di macchinari elettrici nella produzione di mobili su larga scala è diventato comune solo nel XX secolo. Fino al secondo dopoguerra, molte tecniche rimasero simili a quelle medievali.
Quattro gambe rastremate (a spillo) ed ebanizzate (trattate per sembrare ebano o di colore nero intenso), terminanti con sabot in bronzo.

Decorazioni:
filettature sul bordo del piano; in corrispondenza delle gambe sono visibili delle applicazioni in bronzo dorato (rosetta), un elemento distintivo dello stile Impero.

Stile: si può attribuire al "tardo Impero" (dopo il 1840), con una lavorazione artigianale che punta sull'eleganza dei materiali e sulla cura dei dettagli.
L'espressione "tardo Impero" si riferisce alla fase finale dello stile Impero ottocentesco che sfocia nel Biedermeier e nello stile Luigi Filippo.
La zona di provenienza è l’Italia settentrionale (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna).

La finitura del legno sottostante e la presenza di guide e meccanismi che appaiono robusti e funzionali ma non "perfetti" secondo gli standard moderni, suggeriscono una produzione artigianale d'epoca. La piallatura delle assi di scorrimento non è impeccabilmente liscia e uniforme come quella che si otterrebbe con macchine moderne, il che rafforza l'idea che sia stato realizzato prima dell'uso diffuso di utensili elettrici potenti e precisi.

Il lato inferiore del tavolo ospita il meccanismo di estensione realizzato in legno.

Sulla parte inferiore del telaio è visibile la stampigliatura “388”, che potrebbe essere il marchio del produttore o un numero di assemblaggio, utili per identificare l'origine

Piccoli inserti in legno a forma di "farfalla" (detti anche "dutchmen" in inglese, o "chiavi" in italiano) sono stati usati per riparare crepe o unire assi del piano, una tecnica di falegnameria tradizionale e robusta.

Il tavolo presenta quattro gambe rastremate (a spillo) ebanizzate.
Per "ebanizzazione"si intende il gusto per il colore nero dei mobili.
Pochissimi mobili realizzati in questa epoca sono però costruiti in ebano. Si preferisce usare essenz e tinte nazionali con il colore nero cioè ebanizzate.
Questa tecnica consiste nel tingere il legno, come noce, ciliegio o tiglio, per farlo assomigliare all'ebano, un legno costoso e pregiato. Le tecniche antiche prevedono l'uso di mordenti naturali o di reazioni chimiche tra il tannino del legno e l'ossido di ferro (ottenuto immergendo la lana di ferro nell'aceto). I metodi moderni preferiscono l'uso di mordenti per legno concentrati, seguiti da finiture come gommalacca o vernici, spesso rinforzate con anilina nera per ottenere un colore uniforme e duraturo.
Con il termine “ebano” venivano indicati già in epoche remote legni di grande pregio, di colore molto scuro o nero. Duri e pesanti provenienti da zone geografiche molto diverse, dall'Africa, dall'Asia e dall'America.
Il gusto per il colore nero dei mobili viene poi ripreso nella seconda metà del'800 in pieno Eclettismo. Pochissimi mobili realizzati in questa epoca sono però costruiti in ebano. Si preferisce usare essenze nazionali tinte con il colore nero cioè ebanizzate.
Il termine “ebanista” definisce letteralmente un artigiano specializzato nella lavorazione dell'ebano. Fu adottato per la prima volta in Francia nel XVII secolo, venne usato per qualificare l'impiallicciatore di legni pregiati.
Bisogna fare attenzione a non confondere l'ebanista con il falegname, che in francese si chiama “ menuisier ”. Questo, infatti, si occupava solo di realizzare il fusto del mobile lavorando il legno massiccio. L'ebanista, invece, aveva il compito di rifinire il mobile dando l'impronta che lo caratterizza.
La figura dell'ebanista ebbe una grande evoluzione in Francia. Questa diffusione si può spiegare con la creazione dell'apposita Corporazione parigina dei " menuisiers-ébénistes ".
Si istituì anche la qualifica di “ maitre ” . Per ottenerla bisognava sostenere un esame presso la giuria della suddetta Corporazione. La prova consisteva nel presentare alla commissione un proprio lavoro che veniva giudicato. In base alla qualità di questo si otteneva la qualifica o meno.
Per proteggere il titolo di ebanista ottenuto attraverso l'apposito esame da coloro che cercavano solo di fare delle copie si aggiungono anche l'obbligo per gli ebanisti di applicare una zona di controllo sulle proprie creazioni
La Corporazione era molto esigente sul rispetto delle regole. Faceva grande attenzione che ogni professione eseguisse esclusivamente il proprio lavoro. La pittura e la doratura erano di competenza dei " peintres-doreurs e dei vernisseurs ". I bronzi applicazioni sui mobili erano riservati agli scultori .
Erano regole molto severe, chi non le rispettava subiva un vero e proprio processo.

Condizioni prodotto: tavolo ben conservato che mostra segni di usura e patina, coerenti con un mobile d'epoca, richiede a causa dell'età e dell'usura interventi di restauro e ripresa della lucidatura. Questo tipo di tavolo unisce estetica e funzionalità, un pezzo di alta qualità e di abile fattura ebanistica.
Dimensioni (cm):
Altezza: 72,5 (61 cm + vite regolazione 4,5cm)
Ovale: 105 x 130
Il tavolo è in vendita sul portale Meta Marketplace al prezzo di 650 € (restauro escluso e ritiro a cura dell'acquirente

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