

Lo Stile Umbertino si inserisce nell'Ecletticismo di fine Ottocento nel periodo di regno del re Umberto I di Savoia (Torino, 14 marzo 1844 – Monza, 29 luglio 1900) secondo re d'Italia, in carica dal 9 gennaio 1878 fino al suo assassinio.
Il contesto e le motivazioni storiche
L'origine di questa corrente stilistica, che influenzò profondamente l'architettura, l'arredamento e l'urbanistica italiana, è strettamente legata a fattori politici e sociali:
Identità nazionale: Dopo l'Unità d'Italia, c'era l'urgente necessità di creare un'identità architettonica e culturale comune che uniformasse il gusto delle diverse regioni.
Roma Capitale: Con il trasferimento della capitale a Roma nel 1871, la città visse una massiccia espansione edilizia. Nacque il bisogno di costruire palazzi ministeriali e monumenti pubblici imponenti per celebrare la grandezza del neonato Regno.

Industrializzazione: Il periodo coincise con una forte modernizzazione e crescita urbana, che vide la borghesia emergere come nuova classe di riferimento per il mercato dell'arte e dei mobili.
Le influenze artistiche
Dal punto di vista artistico, lo Stile Umbertino non nacque come una corrente d'avanguardia originale, ma rappresenta la declinazione italiana dell'Eclettismo europeo. Le sue fonti di ispirazione principali furono:
- Stile Napoleone III: Riprese la monumentalità e il lusso della vicina Francia del Secondo Impero, accentuandone però il rigore geometrico.
- Neorinascimento e Neobarocco: Guardò ai fasti del passato italiano, riproponendo elementi decorativi tipici del Cinquecento e del Seicento come mascheroni, cornici spesse, colonne e timpani.
Caratteristiche principali
Materiali
Si prediligono legni scuri, compatti e pregiati, perfetti per essere intagliati. I più diffusi sono il noce, il mogano, il rovere e il castagno.
Elementi decorativi: Le superfici sono ricoperte da intagli elaborati . Sono frequenti imascheroni, le teste di leone, i putti, i festoni di frutta e le foglie d'acanto.


Cassettoni con pregiate rifiniture e intarsi.
Sistemi di apertura: spesso mancano le maniglie esterne; l'apertura dei cassetti è affidata esclusivamente alle chiavi inserite nelle serrature.
Gambe e supporti: I tavoli, le sedie e le consolle presentano spesso gambe a torciglione, a balaustra o sostegni che terminano con piedi a zampa di leone o a cipolla.
Marmi e ferramenta: I comò e i comodini montano quasi sempre un
piano in marmo scuro o venato. Maniglie e bocchette delle chiavi sono realizzate in
bronzo pesante o ottone, riccamente lavorate.
I mobili iconici dell'epoca
La Credenza con alzata: Mobile simbolo della sala da pranzo, composto da una base a sportelli e un'alta cimasa superiore con ripiani a giorno o vetrate.



Tavoli tipici Umbertino: piano in noce sagomato, fascia intagliata, quattro gambe tornite e sfaccettate, collegamenti inferiori decorati e piedi a cipolla o ricciolo
Il Tavolo da pranzo: Di grandi dimensioni, spesso allungabile, sorretto da un imponente fusto centrale scolpito o da quattro gambe massicce collegate da traverse.

Poltrone e Divani: Caratterizzati da schienali alti e imbottiture generose, spesso rivestiti in velluto o damasco dai colori intensi (rosso scuro, verde o oro).





Armadi: Frequentemente provvisti di una grande anta centrale a specchio in rilievo oppure a due ante con cassetto.
Letto umbertino, sorretto da piedi sagomati, la pediera e la testiera sono ornate con cornicette intagliate; la testiera presenta anche elementi decorativi a pinnacolo e un'applicazione lignea nella cimasa


Vetrine
lI periodo Umbertino durò poco meno di un ventennio in quanto nel 1895 subentrò un nuovo stile chiamato in Italia Liberty universalmente conosciuto come Art Nouveau






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