
Ottaviano Augusto, Marco Aurelio e Traiano. Realizzati tramite fusione in cera persa in bronzo (*), risalgono probabilmente agli anni ’80 .

Ottaviano Augusto, pronipote di Cesare, fu l’imperatore vittorioso. Sconfisse Bruto e Cassio (gli assassini di Cesare) nella battaglia di Filippi nel 42 a.C e successivamente la flotta di Antonio e Cleopatra ad Azio nel 31 aC. Restauratore dell’impero romano, regnò dal 27 aC. al 14 dC.
Dimensioni: altezza 10 cm – larghezza 5 cm. peso: 117 gr

Traiano Marco Ulpio, fu il primo imperatore non italico, essendo nato nella provincia Hyspanica. Importante generale romano durante il regno di Domiziano, alla sua morte diventa imperatore regnando dal 98 dC. al 117 dC. Le sue gesta durante la conquista della Dacia sono raffigurate nella colonna eretta nel Foro Romano, che porta il suo nome
Dimensioni: altezza 10 cm – larghezza 5 cm. peso: 100,8 gr

Marco Aurelio fu imperatore, condottiero, ma anche filosofo e scrittore. Regnò dal 161 dC. al 180 dC. Le sue gesta gloriose sul Danubio furono scolpite nella colonna oggi posta in Piazza Colonna a Roma, dinanzi Palazzo Chigi.
Dimensioni: altezza 10 cm – larghezza 5 cm. peso: 98,4 gr
(*) Fusione in cera persa in bronzo: è una tecnica di lavorazione del bronzo conosciuta sin dall’antichità. Nel “Trattato sulla Scultura” di Benvenuto Cellini (1500-1571) se ne trova una dettagliata descrizione. In pratica si realizza una scultura in argilla dalla quale si ricava un calco in gesso. All’interno del calco si versa la cera fusa che, solidificando, genera a sua volta un modello. Il modello di cera viene posto in una “cassa” e quindi ricoperto di sabbia e gesso. La cassa viene successivamente introdotta in un forno alla temperatura di circa 300°C, qui la cera per effetto del calore si scioglie lasciando una intercapedine che verrà in seguito riempita dalla colata di bronzo fuso. Una volta raffreddata, la cassa viene demolita liberando il modello in bronzo, pronto per essere rifinito e quindi lucidato per ottenere la scultura finale.

Quattro imperatori, ma in realtà sono solo tre: c’è un doppione ! Ci sono due busti di Ottaviano Augusto tutti e due in ottime condizioni, quindi li ho fotografati così introdotti nel gruppo.
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