
Lavorazione particolare ispirata a oggetti in peltro rinascimentali. Vaso e sottovaso sono più recenti, potrebbero risalire alla fine dell ‘800.
Il peltro è una lega composta principalmente di stagno, per circa il 92%, a cui si aggiunge rame, in percentuale del 5% ed antimonio, in percentuale del 3%. Anticamente, secondo la qualità, poteva contenere anche piombo, fino ad un massimo del 15%, solamente negli anni '70, dopo la scoperta della sua tossicità, il piombo è stato bandito. Vaso e sottovaso sono stati ottenuti tramite fusione della lega di stagno, colaggio in appositi stampi di ferro oppure di ottone e successiva lavorazione artigiana con le tecniche della "corrosione" e della "martellatura".
Corrosione e smerigliatura: lo stampo viene riempito in movimento, montato su una macchina centrifuga (una volta questa operazione veniva eseguita a mano tramite una frusta fatta roteare) in modo da riempire tutti gli spazi dello stampo. Una volta solidificatosi l' oggetto viene estratto e le sbavature di fusione eliminate tramite smerigliatura.

Martellatura: operazione di riscaldamento attraverso la quale si porta il materiale alla temperatura di prefusione, quindi si immerge in acqua (ricottura). Questa operazione viene ripetuta più volte fino a quando il materiale è diventato più duttile. Una volta reso malleabile, il materiale viene lavorato tramite martellatura fino ad ottenere l'effetto desiderato. Dopo la martellatura il pezzo viene riscaldato nuovamente alla temperatura di prefusione e poi di ricottura, al fine di rendere il materiale stabile, quindi vengono apportate le operazioni di finitura.

Sul fondo del vaso e sul retro del sottovaso sono presenti i punzoni che garantiscono la qualità del materiale utilizzato (FIN), la provenienza (stemma) ed il nome della bottega artigiana (AE) del mastro peltraio. Purtroppo a differenza dell'argento e dell'oro, la disponibilità di informazioni sulla punzonatura del peltro è praticamente nulla, ogni deduzione va fatta sulla base di comparazione con oggetti simili, ma di provenienza certa .


Un tempo la lega peltro conteneva piombo in percentuali che andavano dal 10 al 40%. Gli oggetti prodotti con questo tipo di lega sono facili da riconoscere a causa del loro colore molto scuro e opaco, del loro suono ovattato e sordo e della loro estrema duttilità. Da quando il piombo fu bandito a causa della sua nocività, la maggior parte del peltro prodotto in Europa venne punzonata, a seconda della provenienza, PELTRO 95, ZINN 95, PEWTER 95 o ÈTAIN 95 ad indicare che la lega utilizzata conteneva il 95% di stagno. Il simbolo FIN veniva in passato utilizzato per dichiarare che il peltro utilizzato era "fine", ossia della migliore qualità.

Punzoni presenti sia nella base del vaso che nel sottovaso. Un leone rampante ed un angelo con la scritta “AE e Fin” , ma con alcune differenze.....




Il leone rampante rivolto a destra è il simbolo delle botteghe artigiane di Venezia, città che già nel quattrocento vantava una fiorente produzione di oggetti di peltro. Alcune immagini sono state reperite tramite ricerca su Internet specifica su manufatti non solo in peltro, prodotti a Venezia e sopra esposti affiancati per confronto con il punzone del vaso (formella, stemma, leone rampante).



Il leone rampante del sottovaso è rivolto a sinistra fa risalire la sua origine ad una bottega artigiana della città di Brescia. Come si vede nell'immagine sopra in centro, il leone rampante con la corona che si volge a sinistra è il simbolo della città di Brescia, città da secoli nota per la lavorazione del peltro. Sulla testa dei leoni vi è sempre la corona, con incisioni diverse nei due casi . Gli "angeli" o "santi" sono abbastanza simili, in tutti e due i casi portano nella mano destra la bilancia, simbologia che richiama la descrizione biblica dell'arcangelo Michele che nel giorno del giudizio pesa le anime dei defunti sui piatti di una bilancia (in analogia al dio Anubi nel rito egizio). In alto il simbolo "AE" sigla abbreviata della bottega artigiana produttrice ed in basso il simbolo "FIN", simbolo della qualità.

Visibile una piccola ammaccatura ....
Il vaso ha aspetto importante, sicuramente un oggetto che faceva bella mostra, utilizzato ad esempio come vaso di fiori su un'angoliera o un tavolino in salotto. Dimensioni: altezza del vaso 23 cm., diametro 29 cm, sottovaso, diametro 21 cm. peso 1.5 kg circa
Considerazioni: le differenze riscontrate nei punzoni lasciano pensare a provenienze diverse del vaso e del sottovaso: Venezia e Brescia. Gli angeli affiancati ai leoni hanno delle piccole differenze, rafforzando questa tesi, hanno tuttavia in comune il nome della bottega artigiana "AE" che li ha prodotti. Un'ipotesi potrebbe essere quella che i due oggetti siano stati prodotti dallo stesso peltraio per clienti diversi, poi abbinati casualmente e così giunti ai nostri tempi. Questo vaso e sottovaso sono stati acquistati in coppia una decina di anni fa in un mercatino lombardo.
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